23 Maggio 2008
Le imprese investono somme enormi per essere socialmente responsabili. Ma le scelte dei consumatori premiano questi investimenti? A questa domanda Remi Trudel e June Cotte provano a rispodere in un articolo pubblicato sul edizione Spring 2008 della MIT Sloan Management Review.
I due autori, Associate professor of marketing alla Ivey School dell’University of Western Ontario, hanno condotto a questo scopo una serie di esperimenti. A un campione di consumatori sono stati offerti gli stessi prodotti (caffè e magliette). Ad un gruppo è stato detto che i prodotti erano stati prodotti nel rispetto di severi standard etici, mentre al gruppo di controllo non è stata data nessuna infrmazione.
Per gli autori un prodotto può essere definito come prodotto in modo etico se rispetta 3 condizioni:
1. l’impresa ha comportamenti responsabili nei confronti dei suoi stakeholder, come, ad esempio, rispettare le differenze e le minoranze nelle assunzioni oppure salvaguardare la sicurezza del consumatore.
2. l’impresa rispetta l’ambiente addottando specifici comportamenti come, ad esempio, impiegare tecnologie eco-friendly.
3. infine l’impresa rispetta i diritti umani, evitando, per esempio, l’impiego di lavoro minorile.
In tutti i test i consumatri si sono detti disponibili a pagare un piccolo sovrappiù per i prodotti prodotti eticamente. Gli stessi consumatori hanno dichiarato che avrebbero comprato prodotti simili ma realizati in modo non etico soltanto se offerti con un forte sconto.
Ovviamente gli orientamenti dei consumatori giocano un ruolo importante in questi risulati. I soggetti che hanno grandi aspettative riguardo al senso di responsabilità delle imprese sono pronti a premiare in modo significatvo le imprese etiche.
Le imprese per conquistare questi clienti non hanno bisogno di impegnarsi totalmente in scelte socialmente responsabili. Se, infatti, un’impresa orienta solo una parte della sua produzione in termini socialmente responsabili, i clienti premiano i suoi sforzi più che in proporzione.
La lezione è chiara: le imprese di prodotti di consumo devono segmentare attentamente i loro clienti, per poter individuare e raggiungere i consumatori con standard etici più severi, perchè questi solo possono generare il maggiore profitto acquistando i prodotti prodotti eticamente.
Per leggere l’articolo in versione integrale andare al: linkhttp://sloanreview.mit.edu/wsj/insight/brand/2008/05/12/
Per chi volesse contattare gli autori l’email è smrfeedback@mit.edu
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Pubblicato da Carlo Penco
2 Maggio 2008
Diversi, forse troppi, tutti interessanti ma in un’ottica tradizionale e rivolta agli addetti ai lavori (anche se la partecipazione è libera) sono gli argomenti a cui l’Università Bocconi dedica la seconda edizione del convegno “Economia e Società aperta”, in programma dal 12 al 14 maggio: argomenti tutti collegati con i processi di globalizzazione.
Il titolo del convegno di quest’anno è: “Globalizzazione addio?”, con evidente riferimento ai rigurgiti protezionistici che si vanno diffondendo nel mondo, purtroppo con l’Italia protagonista.
Nell’ottica delle strategie d’impresa segnaleremmo in particolare il tema della “Fabbrica globale” (martedì 13 maggio) e quello de “I nuovi distretti nell’economia globale” (mercoledì 14 maggio).
Per il programma completo, vai a www.economiaesocieta.org
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Pubblicato da Giacomo Correale
2 Maggio 2008
E’ questo il tema del terzo Festival dell’Economia di Trento, che si svolgerà tra il 29 maggio e il 2 giugno 2008, e che conserva la sua finalità di avvicinare il pubblico alla comprensione dei temi economici.
E’ interessante notare che il rapporto tra i due concetti non riguarderà solo il contesto politico in cui operano le imprese, ma anche le strutture delle imprese stesse. Dice Tito Boeri, Responsabile scientifico della manifestazione: “Le imprese sono, in genere, gestite in modo autocratico. Decide il “boss”, il più delle volte senza interpellare i dipendenti e tutti coloro, fornitori e clienti abituali, che sono portatori di interessi nei confronti dell’azienda. Se il boss rende conto a qualcuno, è agli azionisti, ma ci sono sempre o quasi sempre alcuni azionisti che contano più degli altri, indipendentemente dal numero di azioni che hanno in mano. Non c’è il suffragio universale in azienda. Spesso non c’è neanche il suffragio”. Molti pensano che una impresa, per avere successo, debba essere così. Noi no.
Per informazioni, vai a www.festivaleconomia.it
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Pubblicato da Giacomo Correale
2 Maggio 2008
Il tema dell’imprenditorialità, come quello della cultura d’impresa, sono strettamente collegati con quello delle strategie d’impresa, proprio di LIVINGSTRAT.
L’Associazione dei Laureati in Ingegneria Gestionale dell’Università di Udine organizza un convegno dal titolo “Imprenditorialità e spirito d’intrapresa”, che riprenderà in esame le diverse teorie sul tema, a partire da quella classica di Schumpeter dell’imprenditore come generatore della “distruzione creativa”, risultato inesorabile dell’innovazione.
Il convegno si svolgerà il 10 maggio 2008. Per ulteriori informazioni: www.alig.it , mail info@aligud.it , tel. 0432558043.
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Pubblicato da Giacomo Correale